Continua il nostro viaggio nel Frankenfood, ovvero nel cibo che diventa mangime per umani, nella costina cibernetica, nella pizza geneticamente modificata, nella carne che di buono ha solo il prezzo. Ancora una volta mi soffermo su una specialità all-american non perché da noi non ci siano orrori simili (e se non ci sono è solo questione di tempo) ma perché gli americani hanno una faccia di bronzo, soprattutto nella presentazione, che da compare solo in rari casi, di cui comunque avrò occasione di parlare più avanti.
Oggi entriamo in un mondo psichedelico al cui confronto quello di Ronald McDonald e dei suoi inquietanti amici vestiti a strisce sembra un film neorealista. Oggi entriamo nel mondo di Jimmy Dean. No, non stiamo parlando dell’attore, nel del poco conosciuto benché molto suggestivo film di Altman. Qui parliamo di Jimmy Dean quello degli stivali neri e rossi, quello dell’uomo-sole, quello della carne trita.
Jimmy Dean è un marchio di Sarah Lee, gigante dell’alimentazione industriale U.S.A. famoso per aver inventato il primo pane in cassetta integrale e bianco latte allo stesso tempo (è tutto vero), dedicato alla vendita di carni trite in tutte le forme possibili e immaginabili e per tutti i pasti. A pranzo non sai che mangiare? Un po’ di carne trita e sei a posto. A cena se stufo della pizza italiana del Minnesota Freschetta? Va’ sul sicuro con una bella casserole Jimmy Dean. E fin qui, almeno per gli standard americani, nulla di nuovo. Il bello arriva però se, incuriositi dall’inquietante presenza di un uomo travestito da sole, decidiamo di varcare la soglia del suo mondo. E scoprire che siamo tutti malati di morning fade e che possiamo guarire solo con un sandwich di carne trita Jimmy Dean.
Ma andiamo con ordine. Il primo passo è entrare nel minisito Fight The Morning Fade™. Dove scopriamo che il Morning Fade è una sindrome che agisce indisturbata negli uffici di tutto il mondo, come provano inconfutabilmente video di gente che sviene in riunione, si addormenta nel bel mezzo di un esame di guida, si perde il primo goal del figlio perché travolto dal sonno. No, non è come pensate. Non è perché magari hanno mangiato troppo a colazione, o molto più probabilmente a cena. Non è perché sono già pieni di cibo fino a scoppiare. Non è perché sono stanchi. Hanno tutti il morning fade ovvero l’abbiocco di metà mattinata.
E come si combatte la sonnolenza delle 10:30? Macché caffé! Macché sgranchirsi un attimo, magari all’aria aperta! Basta ingollare un Pancakes & Sausage on a Stick (ma è legale?!?), un Croissant Sandwich (per i buongustai…) o un Breakfast Entrée (per chi non sa rinunciare a un pasto completo, mai!). Oppure se proprio non sapete rinunciare al piacere di una bella scodella, vuotatela di latte e cereali e riempitela di Breakfast Bowls prosciutto, patate e cheddar cheese. E non fatevi intimidire dall’aspetto un po’ troppo simile a cibo per cani: anche i Breakfast Skillets non sono niente male. Guarirete dal morning fade già a partire dal primo boccone e potrete resistere in piena forma fino al prossimo hamburger!
E se non vi fidate, basta cliccare sulle altre scelte disgustosamente più sane, come uno yogurt o una tazza di latte e cereali e ascoltare il disinteressato parere dell’uomo sole che ci spiegherà un po’ scettico che francamente è assurdo scegliere una colazione fredda (quella con latte e cereali) se possiamo averne una calda (quella con Jimmy Dean) o che quei quattro cucchiaini di yogurt non serviranno a niente perché tutti sanno che dalle malattie del mondo si guarisce solo se lo stomaco è sempre pieno che più pieno non si può. Non siete ancora convinti? Allora il gustometro è quello che fa per voi. E non dirò altro. Provatelo e ditemi cosa ne pensate.
Con buona pace di quei pazzi morti di fame dei vegetariani.